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Prendersi cura del linguaggio

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Cosa sono i disturbi del linguaggio?

Durante lo sviluppo del linguaggio, può accadere che si verifichino degli ostacoli che impediscano che l’apprendimento linguistico avvenga in modo lineare. Questi ostacoli possono essere identificati con ritardo o disturbi del linguaggio, ossia problematiche a livello della produzione (voce, fluenza e articolazione) e della comprensione linguistica.

I bambini con un ritardo o un disturbo del linguaggio manifestano una competenza linguistica limitata, senza che siano presenti altri fattori (ad esempio, sordità, problemi cognitivi, emotivo-affettivi, motori o condizioni socio ambientali svantaggiate, …). Queste difficoltà sono piuttosto frequenti, infatti circa il 10% dei bambini in età prescolare e il 5% dei bambini in età scolare presenta questo tipo di problematiche.

Quali difficoltà si manifestano nei disturbi del linguaggio?

I problemi che possono essere presenti in situazioni di questo tipo possono coinvolgere sia la comprensione della lingua sia il suo utilizzo o la produzione, per questo motivo è possibile effettuare la seguente classificazione:

  1. Disturbo specifico dell’articolazione dell’eloquio: si caratterizza per una difficoltà nell’uso e un ritardo nello sviluppo dell’articolazione dei suoni verbali. I bambini che presentano tale disturbo non sono in grado di pronunciare, oppure producono in maniera distorta, alcuni suoni del linguaggio, in genere quelli che si acquisiscono più tardi oppure quelli più complessi.

  2. Disturbo specifico dell’espressione del linguaggio: consiste in una difficoltà nelle capacità espressive, nella produzione di suoni concatenati del linguaggio, nella produzione delle parole e delle frasi.

  3. Disturbo della comprensione del linguaggio: si caratterizza per una difficoltà nella comprensione del linguaggio a livello dei suoni, delle parole e delle frasi.

Un altro problema che riguarda il linguaggio è la balbuzie, cioè un disturbo della fluenza dell’espressione verbale, caratterizzato da inceppi, rallentamenti, ripetizioni, uso di riempitivi ( “ehm”) o prolungamenti di sillabe all’inizio o all’interno delle parole.

Il bambino balbuziente è inconsapevole di questo comportamento, che non può essere corretto con la forza di volontà e che si manifesta spesso nei momenti di maggiore tensione.

La balbuzie è presente nell’1% nei bambini che vanno a scuole e spesso si sviluppa velocemente in alcune settimane.

Cosa fare se c’è un disturbo del linguaggio?

Per poter valutare se un bambino presenta o meno un ritardo o un disturbo del linguaggio è necessaria una valutazione, in cui vengono somministrate prove specifiche che valutino le capacità di comprensione, ripetizione e produzione delle parole e delle frasi.

Il primo passo da fare è riconoscere un eventuale disturbo di linguaggio: nei bambini molto piccoli è già possibile osservare la presenza, o assenza, di intenzione comunicativa: sorride? Segue con lo sguardo? Utilizza i gesti? L’assenza di comunicatività può essere indice di un ritardo, o disturbo, specifico di linguaggio, o secondario ad altri problemi.

  • Un altro segnale importante viene fornito dal vocabolario del bambino tra i 12 e i 18 mesi: le parole pronunciate dovrebbero essere almeno cento.

  • Se intorno ai 24-30 mesi il linguaggio del bambino è ancora povero, o poco comprensibile, è opportuno chiedere una valutazione funzionale linguistica: un bambino che trova difficoltà ad esprimersi troverà altrettante difficoltà ad inserirsi nel contesto sociale.

I bambini con DSL vengono spesso definiti come bambini taciturni o, all’opposto, sempre in movimento; più in generale si osserva un bambino che pronuncia male, o poco, suoni che dovrebbero essere invece presenti alla sua età, rendendo quindi il suo linguaggio incomprensibile; oppure un bambino che inverte le sillabe nella costruzione di una parola; ma può presentarsi anche come disturbo di comprensione del linguaggio: in tal caso le parole faticano ad entrare, oltre che ad uscire.

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